Kucina di Kiara
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La pissaladiere è una pizza rustica a base di cipolle, olive nere e acciughe. È di origine francese, in particolare provenzale, della Costa Azzurra. La versione poi esportata in Italia, in Liguria (in particolare nella zona di Imperia), ha preso il nome di pizzalandrea e ha visto aggiungere in pomodori alla ricetta e eliminare gli aromi di timo e alloro. Pare che Garibaldi, nato a Nizza, gradisse avere spesso a tavola questa particolare focaccia dal sapore rustico.

Ecco la ricetta, trovata sul numero di marzo 2011 de La Cucina Italiana:

300 gr di farina 00
250 gr di cipolla
150 gr di pelati
6 gr di lievito di birra
olive nere
filetti di alici in salsa piccante
olio extra vergine di oliva
sale

Mescolate la farina con il lievito sbriciolato poi impastatela con 180 gr di acqua, un cucchiaio di olio e sale. Raccogliete la pasta a palla, copritela con un telo umido e lasciatela lievitare finchè non sarà raddoppiata di volume. Nel frattempo affettate la cipolla, cuocetela in padella con un velo d'olio e un goccio d'acqua per circa 10', poi allargatela su un vassoio per farla raffreddare. Quando la pasta è lievitata stendetela in una teglia unta d'olio. Sminuzzate i pelati, distribuiteli sulla pasta e conditeli con un filo d'olio e sale. Stendete sopra le cipolle, le acciughe, le olive e infornate a 230°C per circa 18-20' (regolatevi con il vostro forno).


E' incredibile il modo che abbiamo di comunicare con un esserino appena nato; si crea un dialogo fatto di sguardi, sorrisi, pianti (tanti), strilli (molti di più), rimproveri, carezze e baci (a volontà). Gli comunichiamo sicurezza anche con la tonalità della voce, con la nostra presenza ed il nostro odore, con le ninne nanne (a tal proposito devo ringraziare La Tata e lo splendido cd di ninne nanne che mi ha regalato)...l'apice però si raggiunge durante la poppata, quando il suo sguardo cerca il mio e i suoi occhi s'incollano sui miei...una sensazione così intensa difficilmente la si può vivere; è ancora più forte dello sguardo tra due persone adulte che si amano. Non lo scorderò mai, è inciso nel mio cuore a caratteri cubitali.

Oggi vi propongo questo deliziosissimo dolce: provatelo, non ve ne pentirete! L'ispirazione è tratta da La Cucina Italiana, maggio 2011.

Ingredienti per uno stampo da plumcake:

250 gr di fragole
150 gr di farina 00
80 gr di farina di pistacchi
150 gr di burro (morbido)
150 gr di zucchero a velo
3 uova
1 cucchiaio di zucchero semolato
sale

Mondate le fragole e dividetele in quarti quindi rosolatele a fuoco vivo in una padella antiaderente con una noce di burro per 7-8' (non devono sfaldarsi), poi fatele raffreddare.
Montate i tuorli con metà dello zucchero a velo per almeno 10'; a parte montate il resto dello zucchero a velo con il burro morbido, unite i due composti e per finire incorporate gli albumi precedentemente montati a neve con un cucchiaio di zucchero semolato ed un pizzico di sale. Incorporate le due farine.
Versate merà del composto ottenuto in uno stampo da plumcake, distribuitevi sopra la metà delle fragole, coprite con il resto del composto e completate con le fragole rimanenti. Infornate a 170°C per circa 60' (regolatevi con i vostri forni).
Sfornate, fate raffreddare e decorate con zucchero a velo.


Domenica mattina: l'orologio segna un'ora in più togliendoci del sonno...oramai non conto le ore che ho in arretrato, ma va bene così. 
Dalla finestra della cucina entrano i primi raggi di sole: si prospetta un'altra splendida giornata di primavera. 
Dalla camera arrivano i primi versetti del mio amorino: la piccola si sta svegliando, questa volta però accanto a lei c'è il suo papino, che entrambe amiamo alla follia.
Chiedetemi se sono felice...
:-)

E ora la ricetta facile facile che più facile non si può. La mangiavo spesso dalla mia nonnina, quando ancora ero piccina...Un bacio nonna, veglia su Iris da lassù...

1 gallina
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
1 cucchiaio di dado vegetale (a breve posterò la ricetta di quello home-made)

Bollire la gallina tagliata a pezzi (non levategli la pelle) con una carota, il sedano, la cipolla e il dado vegetale. Cuocere per circa un'ora e mezza o almeno finchè la gallina risulta morbida. Scolate dalle verdure e servite accompagnata con salse o mostarda; io l'ho accompagnata con una gustosissima mostarda di albicocche.



Oggi niente post, sono troppo assonnata per connettere e mettere insieme delle frasi di senso compiuto. Iris, questa notte, mi ha messo a dura prova...ora, fortunatamente, dorme come un angioletto; la mamma sta andando a raggiungerla nel mondo dei sogni...

125 gr di burro
3/4 tazza di zucchero
scorza di limone grattugiata
2 uova sbattute leggermente
1 1/2 tazza di farina 00 (per me 220 gr di farina 00)
2 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 tazza di panna acida (per me 125 gr di panna fresca)
1/2 tazza di succo di limone (per me il succo di due limoni)

Riunite nel contenitore del mixer il burro, lo zucchero e la scorza del limone e montate il tutto in crema. Aggiungete le uova, amalgamatele perfettamente, quindi incorporate al composto la farina, il lievito, la panna e il succo di limone.
Trasferite immediatamente in uno stampo unto e foderato di carta antiaderente; passate in forno preriscaldato a 180°C e fate cuocere per 40 minuti circa. Verificate con uno stecchino che l'interno sia asciutto. Tagliate a fette la torta e servitela.

E' un periodo assurdo questo...dovrebbe essere un momento magico, da condividere con tutti i miei cari, con la mia piccola patatina ke amo alla follia, col suo dolce papino ke non amo di meno, invece ci sono situazioni spiacevoli che riescono a turbare anche questo. Persone con due facce che te ne combinano di tutti i colori, spiazzandoti e sconvolgendoti la vita. Noi staremo uniti contro tutto e contro tutti. Quando sai di essere nel giusto niente può sconfiggerti...o almeno spero.

Vi lascio subito a questa salutare ricetta, una zuppa che ti scalda il cuore (io ne avevo davvero bisogno).

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di zuppa di legumi e cereali Melandri
una costa di sedano
una carota
una cipolla
brodo vegetale
300 gr di zucca tagliata a tocchetti
40/50 gr di funghi porcini secchi
olio extra vergine di oliva
pepe nero macinato

Mettete la zuppa in ammollo in acqua fredda per 4/6 ore (io lo faccio sempre la sera prima perchè se no mi scordo!). Se non avete funghi porcini freschi (come me), metteteli in ammollo anche loro!
In un tegame, preferibilmente di coccio, soffriggete in poco olio un trito di carota, sedano e cipolla. Aggiungete la zuppa precedentemente ammollata e scolata, la zucca e i funghi, coprite con il brodo vegetale e fate bollire il tutto fino a cottura ultimata (ci vorrà circa un'ora e mezza). Servite ben calda con un filo d'olio extra vergine di oliva e una spolverata di pepe nero macinato.
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… Ed io vi parlo sempre di lei, della mia piccola meraviglia, di quanto sia bella e incantevole con quei bei occhioni grigio-blu, ma non vi parlo più di me…di quanto sia dura essere scaraventate in questa nuova dimensione del diventar neomamma. L’arrivo del primo figlio è un evento sconvolgente e incredibile al tempo stesso. Tutto è ignoto e la nascita di Iris sembra avermi privato di quello che, fino a un attimo prima, costituiva il mio senso d’identità. Se prima della gravidanza avevo la piena consapevolezza di me, con l’arrivo della mia piccola mi sono trovata nella condizione di chi sa molto poco o quasi niente e deve imparare a piccoli passi, giorno dopo giorno, che cosa voglia dire essere madre. A volte mi sento così maldestra e insicura e il senso di responsabilità che mi grava addosso sembra essere schiacciante. Ora va decisamente meglio, ma le lacrime sono sempre in agguato, dietro l’angolo. So che posso contare sull’aiuto di molte persone, prime fra tutte mia mamma, i miei suoceri, la Simo e le care amiche, ma la voglia di farcela da sola a volte gioca brutti scherzi. Ora è passato poco più di un mese, le cose iniziano ad andar meglio...speriamo di proseguire così. 
"Iris, piccola mia, anche se ti è capitata una mamma pasticciona sappi che ce la sto mettendo tutta. La tua vita è tra le mie mani - le nostre mani perchè c'è anche il tuo papino - ed io farò di tutto per rendertela bella, gioiosa e colorata. Abbi solo fiducia e tanta, tanta pazienza. Ti amo così tanto..."
A lei dedico questi golosissimi biscotti, una ricetta di Marta Stewart, trovata per caso qui. Riporto di seguito la ricetta:
Per 30 pezzi:
farina 120 g (per me farina 00)
cacao 60 g
sale di Cervia 1 cucchiaino (per me Sale grigio fine di Bretagna)
burro 115 g
zucchero 130 g + quello per impanarli
tuorlo 1
panna fresca 1 cucchiaio

per la ganache:
panna 40 ml
miele 40 ml (per me miele biologico Miele del Bosco Rigoni di Asiago)
cioccolato 60 g (per me cioccolato fondente 75%)
burro 30 g

Preriscaldate il forno a 175°C. Setacciate farina, cacao e sale. Sbattete il burro con lo zucchero, magari con delle frusta elettriche, fino ad avere una crema morbida e spumosa, unite il tuorlo e la panna, continuate ad amalgamare. Aggiungete il mix di farina e mescolate bene in modo che sia ben incorporato. Otterrete un composto bricioloso, lavoratelo con le mani per renderlo una palla soda. Approntate una ciotolina piena di zucchero e foderate la piastra di carta da forno. Prelevate un cucchiaino di impasto, rotolatelo tra i palmi della mano per fare una pallina, rotolatela nello zucchero e posatela sulla piastra schiacciando lievemente. Continuate fino ad aver riempito la piastra, ponendo le palline a 2-3 cm di distanza. Affondate la punta del manico di un cucchiaio di legno in mezzo ad ogni biscotto per fare una rientranza abbastanza profonda ma senza bucare il biscotto. Infornate per 10 minuti. Prelevate la teglia dal forno e se alcune rientranze hanno perso definizione premete leggermente mentre sono caldi. Dopo 15 minuti potete levarli dalla teglia e metterli su una gratella a raffreddare.

Preparate la ganache: tritate il cioccolato finemente, fate scaldare la panna e il miele su fuoco dolce, unite il cioccolato e mescolate bene per amalgamare. Unite il burro e mescolate ancora per avere una crema liscia. Fatela lievemente intiepidire e poi con un cucchiaino riempite subito le rientranze dei biscotti.
I biscotti si conservano fino a 5 giorni in una scatola di latta.



Bolli bolli pentolino
fa la pappa al mio bambino;
la rimescola la mamma
mentre il bimbo fa la nanna:
fa' la nanna gioia mia,
o la pappa scappa via
Guarda! Guarda!
Un can che scappa,
ha portato via la pappa,
via la pappa al mio bambino
per portarla al cagnolino.
Cagnolin tutto contento
se la mangia in un momento,
se la mangia e fa "bu-bu"
e la pappa non c'e' piu'.
 
Non prendetemi per esaurita ma qui bisogna ingegnarsi...sto cercando di imparare a memoria un po' di ninne nanne e non è facile...mi sembra di esser tornata a scuola...imparare la lezione, ripeterla una prima volta sbirciando il testo, poi una seconda cercando di ricordarla ma la memoria fa le bizze...quasi quasi invece di cantarle la ninna, le canto la ricetta di qualche torta cercando di combinare le rime...vediamo cosa ne esce...eheheheheeh. Intanto vi lascio questa ricettina, facile, veloce e nutriente!

Ingredienti:

4 uova
una manciata di fagioli neri
un porro
una manciata di grana grattugiato
sale
pepe nero macinato
La sera prima mettete in ammollo i fagioli neri in acqua fredda, poi sciacquateli bene, scolateli e fateli cuocere a fuoco basso coprendoli con acqua per circa 45' o comunque fino a che non risultino morbidi. In una padella antiaderente fate stufare il porro (precedentemente mondato e tagliato a rondelle sottili) con un filo d'olio ed un po' d'acqua, per circa 15', poi aggiustate di sale e pepe. Intanto sbattete le uova, aggiungete il grana e aggiustate di sale e pepe. Incorporate i fagioli ai porri, mescolate e successivamente aggiungete le uova. Incoperchiate e fate cuocere la frittata a fuoco dolce per circa un quarto d'ora per lato.
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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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