Kucina di Kiara
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Ho trovato questa ricetta su un libro un po' insolito. Adesso voi vi mettere a ridere. Si tratta di una raccolta di ricette del Movimento Terza Età del mio paese natale. Si trovano le tipiche ricette della nonna! Un libro tutto da scoprire, dove le dosi sono un optional! Ehehehehe! Bei tempi quelli...tra una ricetta e l'altra ho trovato questo squisito risotto. Letto e cucinato! Subito.

Ecco per voi la lista degli ingredienti e la preparazione:

320 g di riso Vialone nano Tenute Risicole Berneri
1 scalogno
burro qb
un mazzetto di rucola
mezzo bicchiere di vino bianco secco
150 g di taleggio stagionato
700 ml di brodo vegetale
sale
pepe


Lavare e tagliare finemente la rucola a coltello. La mia proveniene direttamente dall'orto dei miei genitori.
Far risolare in una cassaruola lo scalogno tritato finemente con una noce di burro, aggiungere il riso e lasciare tostare i chicchi qualche minuto. Sfumare con il vino bianco.
Continuare la cottura aggiungendo di tanto intanto il brodo vegetale.
Amalgamare costantemente fino a cottura ultimata. Aggiungere la rucola qualche minuto prima della fine. 
Mantecare infine il riso con il taleggio tagliato a cubetti.
Completare il piatto con pepe macinato.

Oggi una ricetta tipica pugliese che ha come protanisti i buonissimi e, diciamolo, pure un po' rognosi, ceci neri. Questi legumi sono tipici delle Murge. Risultano essere decisamente più piccoli dei ceci tradizionali e hanno una cottura leggermente più lunga. Quindi cari lettori, se siete intenzionati a prepararare questa delizia, prendetevi un po' di tempo a dispozione.
La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo dei cavatelli fatti a mano. Io ho usato la pasta secca perchè di farli a mano proprio...
Non mi resta che ringraziare le due meravigliose blogger pugliesi che mi hanno aiutate nell'impresa: Alessandra e Ornella, che già sicuramente conoscerete! Mi avete dato una grossa mano ragazze!


Se, come me, siete amanti della ricetta pasta e ceci, oltre a questo meraviglioso piatto, vi consiglio anche queste due versioni: pasta e ceci alla marinara e pasta e ceci alla toscana.


Ma passiamo subito alla ricetta!
Premetto che i ceci neri hanno bisogno di un lungo ammollo di 48 ore e una cottura di 4, non a caso il cece nero della Murgia carsica è una di quelle eccellenze pugliesi divenute presidio slow food.

Ingredienti per 4 persone:


250 g di ceci neri Melandri Gaudenzio
300 g di cavatelli
4 gamberi
1 spicchio di aglio
1 costa di sedano
3 foglie di alloro secche
olio extra vergine di oliva qb
vino bianco secco qb
sale qb
peperoncino qb
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Preparazione:
Mettere in ammollo i ceci in acqua tiepida con il bicarbonato per 48 ore, cambiando l'acqua frequentemente.
Passato il tempo necessario, sciacquarli bene sotto l'acqua corrente e metterli in una casseruola con le foglie di alloro, il sedano e lo spicchio di aglio. Coprire con acqua tiepida e cuocere a fuoco dolce fino a quando non saranno teneri, quindi per circa 3 ore o poco più, aggiungendo acqua calda poco alla volta. Non aggiungete mai acqua fredda: compromettereste irrimediabilmente la cottura dei ceci. Appena l'acqua avrà preso il bollore, in superficie si formerà una schiuma grigiastra. Toglietela con una schiumarola!
Se volete accelerare il processo, potete cuocerli nella pentola a pressione come ho fatto io. Basteranno 25-30 minuti dal fischio.
Regolare di sale solo a cottura ultimata e a fiamma spenta.
Rosolate in gamberi in olio caldo per pochi minuti, sfumate con vino bianco, cuocere ancora un paio di munutini quindi spegnere, lasciarli intiepidire e toglierli dalla padella.
Lessare i cavatelli in abbondante acqua salata, scolarli e versarli nella casseruola con ceci da cui avremo avuto cura di eliminare il sedano, l'alloro e l'aglio.
Condire con un giro di olio crudo, peperoncino e i gamberi interi e non sgusciati. Servire.





Complementi in porcellana e tovaglietta Green Gate

Buongiorno a tutti! Siamo pronti per l'appuntamento mensile con L'Italia nel Piatto? 
Tema ricorrente: Ricette per la mamma e, vista la festa imminente, non poteva essere altrimenti. Questa volta però il tema comprende tutte quelle ricette, tipiche regionali ovviamente, dolci o salate che siano, da dedicare alle nostre amate madri.
Per quanto mi riguarda ho pensato alla Rüsümada, dolce semplicissimo a base d'uova che mia madre mi preparava quando ero piccola e inappetente. Mi è sempre piaciuto da matti, nella versione con il latte (non col vino) e mia madre me lo preparava con un tale amore e cura che solo adesso, che a mia volta sono mamma di una bimba pressochè inappetente, riesco a capire.

Ingredienti per 4 persone: 
4 uova
4 cucchiai di zucchero
4 bicchieri di vino rosso (o latte)

Preparazione:
Mettere in una terrina i tuorli con lo zucchero e sbatterli fino a schiaritura.
Montare gli albumi a neve, incorporando delicatamente i tuorli e cercando di mantenere una struttura soffice.
Aggiungere il vino (o il latte), incorporandolo lentamente e sempre continuando a rimestare il composto.
Servire subito.



Note:
LA FRESCHEZZA DELLE UOVA
Le uova utilizzate per la rüsümada devono essere freschissime sia per avere una sicurezza igienica sia
perché le proteine costitutive hanno una più elevata capacità di strutturazione. 
Un tempo, questa tipica preparazione contadina era consumata proprio con l’uovo appena deposto.

VARIANTI
Il vino rosso, come detto in precedenza, può essere sostituito con acqua o latte, entrambi freddi, ottenendo una bevanda rinfrescante.
Sostituendo al vino rosso il marsala e cuocendo a bagnomaria (o comunque a fuoco bassissimo) si ottiene, prima dell’ebollizione, il classico zabaione. 
Nel piatto possono essere aggiunti pezzetti di pan di mistura o di gallette frantumate, che creano una curiosa opposizione croccante-morbido.

L’INGREDIENTE PRINCIPALE: L’UOVO
L’uovo è un alimento proteico ad alta densità nutritiva, soprattutto nella sua frazione proteica.
Il tuorlo è particolarmente ricco in grassi, con buona rappresentatività degli acidi grassi insaturi e dei composti essenziali.
Sempre nel tuorlo è localizzata la vitamina A, parecchie vitamine del gruppo B, la vitamina D e la
niacina (o vitamina PP), molti sali minerali (calcio, ferro e fosforo), ma anche il colesterolo.
La rüsümada (o rosümada) risulta quindi essere un'antica bevanda/ merenda, tonica ed energetica. 
La radice dialettale del nome rimanda al tuorlo (rosso) dell’uovo: rüss d’oof o rüsümm. 
La rüsümada, che si prepara velocemente ma non si consuma quasi più (tranne che a casa mia), veniva considerata un ricostituente e un protettivo dai malanni da raffreddamento, con l’uovo, pillola di cucina, e il vino, decotto di cantina (un ricostituent: pinul de cusina-of-e decott de cantina-vin).


Fonte principale: Nuovo Codice Cucina Lombarda


E ora andiamo a vedere cosa propongono le altre regioni:

Liguria: Stracotto al Rossese    
Emilia Romagna: Strozzapreti con salsiccia e Sangiovese 
Toscana: Dolce Firenze
Umbria: Scafata
Abruzzo: Delizia alla ricotta  

Puglia: Focaccia pugliese con lievito madre
Calabria: Biscotti alle mandorle
Sardegna: Mini pesche alla crema 
Venite a visitare il nostro blog:
http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Tovaglietta, piattino e cucchiaino presenti nelle varie foto sono di Green Gate

Ci sono ricette che ti fanno innamorare solo dal nome. Così è stato per questo Fragolaccio, visto sul magnifico blog di Daniela IdeeRicette.
Forse mi ha fatto tenerezza il suffisso che pare dia un valore peggiorativo al nome. Da buona paladina della legge quale sono, eccomi subito schierata. Scherzi a parte, questo dolce ha solo note positive, anzi, strabilianti! E' stato proprio come me lo aspettavo: di-vi-no!
L'unica variante apportata è stata quella di trasformarlo in un Fragolaccio vegano.
Eccovi la ricetta! Per la versione originale, ovviamente, vi rimando a IdeeRicette!


Ingredienti per una torta per 10 persone circa:
200 ml di latte di avena (prossimamente sul blog posterò la ricetta su come prepararlo in casa, ma potete sostituirlo magari con del latte di mandorla)
250 g di fragole
100 g di olio di semi
100 g di granella di nocciole
150 g di zucchero integrale di canna
8 cucchiai di maizena (che vanno a sostituire le 4 uova presenti nell'impasto)
1 cucchiaio di acqua
100 g di farina di avena Molino Rossetto
zucchero a velo

Procedimento: 
Lavare, pulire e tagliare le fragole a pezzetti.
In una pentola versare il latte e poi le fragole. Portare quasi a bollore, mescolando ogni tanto, quindi spegnere e far intiepidire.


Versare in una ciotola lo zucchero e la maizena, quindi versare l'olio di semi e mescolare. Aggiungere il cucchiaio di acqua, quindi la farina 00.
Nel frattempo frullare nel mixer ((per me il praticissimo Smart Chopper Princess) le fragole con il latte in modo da ottenere una purea densa.


Aggiungere il frullato di fragole all’impasto.
Ora, attenzione, la ricette prevede l'aggiunta di albumi a neve ferma. Servono per rendere il dolce morbido e soffice. Potevo ometterli, sicura comunque del risultato. Ma ho voluto provare a fare come indicato sul blog Golosità Vegane, ovvero usare l'acqua di cottura dei legumi (in particolare dei fagioli) montata a neve! Vi giuro che mi è sembrato di scoprire l'acqua calda! Una genialata!
Ora, amalgamare il tutto, mescolando dal basso verso alto e con delicatezza. Per finire la granella di nocciole. 
Versare il composto in una teglia con lo stampo a cerniera (io ne ho usato uno così, ma con i bordi estraibili in silicone, così non si è nemmeno presentato il "problema" di dover ungere e infarinare la teglia).
Cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti circa o comunque fino a quando, alla prova stecchino, l’impasto sarà asciutto.
Lasciare raffreddare quindi spolverizzare con lo zucchero a velo.


So che forse questo piatto non è propriamente primaverile, ma non ho resistito. Ho dovuto assolutamente condividerlo. Solo chi li ha assaggiati può capirne la bontà. E a chi non l'ha fatto, non resta che provare a farseli in casa. Non è poi così difficile. Basta solo armarsi di un po' di pazienza. Il resto verrà da solo...
Complici una busta di funghi porcini congelati, con la partecipazione straordinaria dello Speck Alto Adige igp. Il risultato? Un raviolo dal gusto pazzesco! Un tripudio di sapori che ben si sposano l'un con l'altro.


Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:
300 g di farina bianca tipo 00
Molino Soncini Cesare
3 uova
sale qb

Per il ripieno:
Speck Alto Adige igp tagliato a coltello qb

funghi porcini tagliati a tocchetti
aglio (se piace)
prezzemolo
Grana Padano grattugiato
una noce di burro

Per il condimento:
80 g di burro
6 foglie di salvia

Preparare il ripieno (non ho messo dosi perchè, quando si tratta di pasta ripiena, vado sempre a occhio; assaggio fino a che sono soddisfatta del risultato): in una padella versare una noce di burro, lo spicchio d'aglio e lasciare appassire per qualche minuto. Togliere l'aglio e aggiungere lo speck tagliato a pezzetti. Lasciare rosolare, quindi aggiungere i porcini. 
Cuocere per circa 10 minuti. Cospargere di prezzemolo. 
Lasciare raffreddare e aggiungere il grana grattuggiato. Mescolare. 
Assaggiare e, se lo si ritiene necessario, aggiustare di sale.
Con la farina, poco sale e le uova preparare la sfoglia.
Stendere una sfoglia sottile e dividerla in due parti uguali.
Su una parte della sfoglia disporre il ripieno distanziando i mucchietti circa 5 cm l'uno dall'altro e con l'altra parte coprire il tutto chiudendo per bene i bordi con le mani dopo averli leggermente inumiditi con un pennellino intinto nell'acqua.
Ritagliare quindi i tortelli in quadrati, aiutandosi con l'apposita rotellina dentellata e fateli riposare su una superficie infarinata fino al momento della cottura girandoli ogni tanto per far si che non si attacchino.
Cuocere in abbondante acqua salata e condire con burro fuso appena biondo, aromatizzato con delle foglie di salvia.



Oggi ricetta vegana! Mi sto avvicinando sempre più a questo mondo. Non che io sia vegana, ma a volte mi piace sperimentare ricette così. Nella loro semplicità, queste farfalle sono gustosissime e ricche di sapore.



Ingredienti per 4 persone:
320 g di farfalle Grano Armando
200 g di pomodorini secchi sott'olio Citres
20 olive nere denocciolate Citres
una manciata di mandorle spellate
olio extra vergine di oliva qb Dante

Lessate la pasta in acqua bollente salata.
Preparate il pesto: in un mixer tritate finemente i pomodorini secchi insieme alle olive, aggiungendo olio extra vergine di oliva a filo, poco per volta, fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
Scolate la pasta, tenendo da parte un po' di acqua di cottura. Riversatela nella pentola, aggiungete il pesto (ve ne avanzerà anche per il giorno successivo), stemperate con l'acqua di cottura della pasta e servite.



Nel nostro Paese esistono salumi di alta qualità, ma la regola è mangiarne pochi e scegliere i migliori. Ecco come un riso con pasta di salame acquista gusto e personalità grazie a una ricetta dello chef Davide Oldani. Ho dovuto omettere l'anice stellato perchè mio marito non lo sopporta e le foglie di sedano che, ahimè, non avevo in casa. C'è da lavorare un po' in cucina, ma il risultato vi stupirà.



Ingredienti per 4-6 persone:

500 g di vino rosso
300 g di riso (per me riso Baldo Tenute Risicole Berneri)
300 g di brodo di carne
200 g di pasta di salame
100 g di burro
80 g di grana padano grattugiato
maizena
zucchero

Portate a bollore il vino in una casseruola con un pizzico di zucchero e fatelo ridurre finchè ne rimangono 100 g. In un'altra pentola, riducete allo stesso modo il brodo, ottenendo 100 g di ristretto.
Diluite 3-4 g di maizena in 2 cucchiai di acqua, in una ciotolina.
Versate il riso in una casseruola e tostatelo, senza grassi, per 2-3'. Bagnatelo con acqua bollente salata e portatelo a cottura aggiungendo acqua poco per volta (circa 900 g in totale), in 15-18'.
Sgranate nel frattempo la pasta di salame in una padella e rosolatela nel suo grasso che rilascerà in cottura. Cuocetela per 5' poi mettetela nella padella del ristretto, aggiungete un cucchiaio di maizena liquida, mescolate e spegnete.
Riportate a bollore la riduzione di vino, unitevi un cucchiaino di maizena diluita, mescolate per mezzo minuto e spegnete.
Mantecate il riso con il burro e il grana, disponetelo nei piatti e conditelo con il vino.
A questo punto, se vi piace, potete frullare 5 g di anice stellato e spolverizzarlo sui piatti completando con qualche foglionina di sedano (io ho saltato questo passaggio).
Il riso va servito con la pasta di salame a parte.
Un'esplosione di sapori che vi conquisterà!


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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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