Kucina di Kiara
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Dopo la Nutella, il pollo è uno dei miei piatti preferiti in assoluto. In qualsiasi modo venga cucinato, arrosto, fritto, in umido, mi fa letteralmente impazzire. La ricetta che sto per proporre l’avevo trovata su internet tanto tempo fa, quando ancora non avevo l’abitudine di citare le fonti (anche perché, non avendo nessun tipo di blog, né interesse a mettere i miei spadellamenti sulla rete, non era necessario). Comunque ho modificato la ricetta originale con gli ingredienti che avevo in casa e la ripropongo qui di seguito:

Ingredienti per 2 persone:

300 gr ca. di petto di pollo tagliato a bocconcini
30 gr di funghi secchi (la ricetta originale prevedeva porcini)
75 gr di pancetta affumicata (la ricetta originale prevedeva speck)
2 spicchi d’aglio
vino bianco
farina bianca
sale
peperoncino (facoltativo)
burro
olio

Preparazione:

Mettere i funghi secchi in una ciotola e ricoprirli d’acqua. Lasciare in ammollo per almeno un paio d’ore. Soffriggere uno spicchio d’aglio in un cucchiaio d’olio, in una pentola piuttosto piccola, poi toglierlo, spruzzare un poco di vino bianco e unire i funghi scolati dal liquido (che non va buttato via). Mescolare un attimo poi unire anche il liquido filtrato. Se non si vuole usare il liquido filtrato dei funghi, lo si può sostituire con del brodo. Cuocere i funghi per circa 15 minuti.

Tagliare il pollo a cubetti e infarinarli. Sciogliere poco burro in una padella e soffriggere il secondo spicchio d’aglio. Toglierlo quando è dorato e unire la pancetta a cubetti; quando risulta bella croccante aggiungere il pollo. Sfumare con una spruzzata di vino bianco poi unire i funghi con tutto il liquido di cottura. Salare, pepare e aggiungere (se piace) il peperoncino. Abbassare la fiamma e cuocere per una decina di minuti (il tempo dipende dalla grossezza dei bocconcini di pollo). Se il sugo tendesse ad asciugare troppo, aggiungere un po’ di liquido filtrato oppure brodo.

L’ideale sarebbe accompagnare al pollo con del riso basmati bollito.








Questo, credo sia il titolo più lungo della mia piccola raccolta di ricette… ero indecisa su quale nome mettere e, nell’incertezza, ho preferito abbondare! ;-D

Per chi non lo sapesse, questo è uno dei dolci tratto dal librino di Alda Muratore; spesso lo sfoglio, perché ricco di consigli utili, donati da Alda nel corso degli anni… una persona speciale lascia sempre il segno. Io, Alda, non ho avuto il piacere di conoscerla, ma mi basta vedere il segno indelebile che ha lasciato in rete… e non aggiungo altro.



Riporto di seguito la sua ricetta, pari pari:

Per il rotolo:
4 tuorli
50 gr di zucchero
2 albumi
40 gr di farina
10 gr di fecola

Scaldare il forno a 220°. Battere i tuorli con metà dello zucchero fino a che sono ben chiari e gonfi; battere a neve ferma gli albumi e aggiungere, sempre battendo, lo zucchero restante. Aggiungere gli albumi ai tuorli, amalgamarli con delicatezza (con un cucchiaio o una spatola) aggiungendo poco per volta la farina e la fecola passate da un setaccino. Rivestite la placca dal forno con l’apposita carta, spalmarvi il composto, cuocere brevemente: dev’essere asciutto ma ancora chiaro, “biondo” (a me sono serviti 7 minuti con il forno ventilato). Disporre un canovaccio sul tavolo, rovesciarvi il dolce con la carta verso l’alto e passare sulla carta un panno umido per scollarla, mettere sul dolce un foglio di carta da forno pulita e aiutandosi con il panno arrotolare il tutto.

Quest’operazione è necessaria perché il ripieno sarà freddo, a base di panna, e si scioglierebbe con il calore; se si lascia raffreddare senza avvolgere, poi non è più possibile.

Quando il rotolo è freddo, ma freddo di frigorifero, si farcisce con la crema ganache.

Per la crema ganache:
fondere del buon cioccolato con lo stesso peso di panna (nel mio caso 200 gr di cioccolato fondente con 200 ml di panna, ma era troppa, l’ho avanzata…ora mi devo ingegnare e pensare come usare il resto); far raffreddare il tutto, poi quando il composto è ben freddo (freddo, non tiepido o temperatura ambiente) montare con le fruste: il rotolo farcito con questa crema va tenuto in frigo fino al momento di tagliarlo.



Una bella grigliata tra amici… una serata stupenda, per parlare di tempi lontani e ricordare con gioia gli anni in cui ne abbiamo combinate di tutti i colori… per poi guardarci intorno e vedere le facce di tutti noi, solcate da quello che la vita ci ha tenuto in serbo, che riportano i segni, ognuno della propria storia…

In onore di questa bella serata, potevo presentarmi a mani vuote??? Nooooooooo…..e allora ho optato per una semplicissima Crostata al limone, la cui ricetta è stata tratta dalla mia Bibbia culinaria, il “Cucchiaio d’Argento”. Riporto di seguito la ricetta pari pari:

Per la pasta frolla:

200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
2 tuorli
buccia di limone
sale

Per la farcia al limone:

3 uova
150 gr di zucchero
150 gr di burro (io meno, ca. 120 gr… e non sono pochi)
2 limoni

Procedimento:

prima di tutto preparare la pasta frolla (io l’ho fatta la sera prima): lasciate ammorbidire il burro. Disponete a fontana farina e zucchero mescolati. Nel pozzetto mettete il burro, i tuorli, un pizzico di sale, un po’ du buccia di limone grattugiata. Amalgamate gli ingredienti e lavora teli brevemente. Avvolgete la pasta nella pellicola trasparente e lascia tela riposare in frigo.

Per la farcitura al limone, in una grande ciotola sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete la buccia grattugiata dei limoni e il succo di mezzo limone, mescolate. Incorporate al composto il burro tiepido.

Tirate la pasta frolla a disco, adagia tela in una teglia imburrata facendola risalire sul bordo. Versate l’impasto nella tortiera. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per mezz’ora. Ritirate, sformate, fate raffreddare (io al contrario: prima ho fatto raffreddare poi ho sformato). Cospargete di zucchero a velo.



La Giannina ieri si è messa ancora all’opera dando vita a questi sublimi ravioloni con ripieno di funghi. La prossima volta li voglio fare io, devo solo trovare il tempo… anche in questo caso, le dosi scritte, saranno molto approssimative… lei, la bilancia, ce l’ha nel cuore e nelle mani!

1 kg di farina bianca
600/700 gr ca. di Funghi “chiodini”
una manciata di funghi porcini secchi (messi a mollo nell’acqua)
250 gr di Ricotta
150 gr ca. di Parmigiano grattugiato
6 Uova per la pasta + 1 per il ripieno
Sale e pepe q.b.



La pasta fatta in casa, lei, la fa con 1 kg di farina impastato a 5/6 uova. Dicono che serva un uovo per ogni etto di farina, ma lei se ne frega e fa così. Poi ha la macchina per tirarla, la sua pasta, quindi… con queste dosi sono usciti 150 ravioloni ca. e se avanza pasta ci fa delle fettuccine o quello che gli passa per la testa (e per le mani).

Il ripieno è fatto così: ha fatto saltare in padella i funghi con olio e aglio, poi li ha sminuzzati. A questi ha poi aggiunto 250 gr di ricotta, il parmigiano, 1 uovo intero, sale e pepe.

Io li ho conditi con burro chiarificato (fatto secondo la ricetta del “Cucchiaio d’Argento, che prevedeva di far sciogliere il burro a bagnomaria moderato, per ca. un’ora, e poi filtrato con un colino) e salvia. Sopra una spolverata di fontal a tocchettini (avanzato dalla ricetta postata sotto, delll’uovo affogato: per la serie “Non se butta via niente”) e una di parmigiano.

Stasera non è serata… punto primo è lunedì, punto secondo sono nervosa, punto terzo sono due notti di seguito che non dormo, quindi vi lascio immaginare il mio umore…chi mi conosce bene sa che quando sto così è meglio girarmi alla larga, soprattutto mio marito… quindi, in onore dei vecchi tempi e per placare almeno per mezz’ora il mio animo, ho deciso di cucinare delle farfalle, come quelle che mi ha fatto nascere lui nello stomaco la prima volta che ci siamo (finalmente) guardati negli occhi, come la foto che mi ha mandato una sera lui via mms, raffigurante un bel piatto fumante di farfalle con le zucchine e i gamberetti, con tanto di dedica (quella non la posso riportare….).

La ricetta che riporto di seguito (per 2 persone), ha il tonno al posto dei gamberetti e l’aggiunta di un formaggio fresco tagliato a tocchetti:

150 gr. di pasta tipo farfalle  
3 zuccchine trombetta  
2 filetti di tonno  
formaggio fresco (io ho usato il Philadelphia Duo)  
sale
pepe

La ricetta è semplicissima: tagliate le zucchine a rondelle e fatele rosolare in poco olio per 1/4 d’ora; nel frattempo portare a bollore una pentola piena d’acqua, salarla e versarvi la pasta. Una volta cotte le farfalle, metterle di nuovo sul fuoco insieme alle zucchine, aggiustare di sale e pepe, aggiungere il tonno spezzettato. Versare la pasta nei piatti e guarnire con tocchetti di Philadelphia (o qualsiasi altro formaggio fresco a piacere).

Ecco ora che ho cucinato sto già meglio… leggermente più rilassata, anzi, no, decisamente più rilassata… 



Stasera viene la mia amica Paola a trovarmi, così possiamo rivedere per l’ennesima volta il filmino del mio matrimonio e piangere come due cretine… ahahahaha! Ma sono lacrime di gioia…soprattutto quando lei canta, balla e cade per terra!!! Volevo fare qualcosa di goloso, che avesse tra gli ingredienti delle pere (dato che ogni volta che apro il frigo mi urlano di mangiarle); così ho pensato alla torta di pere e cioccolato. Sul “Cucchiaio d’argento” ne ho vista una speciale, ma non ho panna in casa e nessuna voglia di uscire per andarla a comprare. Così, sbirciando tra i vari blog di cucina, ho trovato questa di Alessia. Appena ho visto che includeva anche la Nutella, me ne sono subito innamorata! Che mondo sarebbe senza Nutella? Dopo la Coca-Cola, è una delle invenzioni più azzeccate! Dio, quant’è buona…

Per la frolla:
300 gr di farina
150 gr di burro
150 gr di zucchero
3 tuorli
la scorza grattugiata di un limone
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale


Per il ripieno:
5 cucchiai colmi di Nutella (io ho abbondato)
cioccolato fondente q.b.
3 piccole pere


Impastare velocemente farina, il burro, lo zucchero, il pizzico di sale, i tuorli, la scorza del limone grattugiata e il lievito e formare una palla. Avvolgerla nella pellicola e farla riposare per almeno mezz'ora in frigo (io l’ho preparata la sera prima per questioni di tempo).

Stendere quasi 2/3 della frolla in una teglia (io ne ho usata una a forma di cuore, se la si usa rotonda diam. 24 o più piccola) facendo i bordi un po' alti; spalmare il fondo di Nutella.
Tagliare a fettine sottili le pere e disporle a raggiera sulla Nutella.
Tagliare a scaglie il cioccolato e cospargere le pere. Ricoprire con la pasta restante; io ho fatto le classiche striscioline.
Infornare a 160° per 25-30 minuti.

Qualche giorno fa, sul forum della Cucina Italiana, avevo postato una richiesta di aiuto su come poter utilizzare un vasetto di sciroppo di lamponi (con dentro tanto di lamponi interi), avanzo di qualche pacco natalizio dello scorso anno. Maria Chiara mi ha suggerito di utilizzarlo come bevanda dissetante (skiwasser), aggiungendo altri ingredienti, ma io alla fine l’ho impiegato per la realizzazione di questo dolce rotolo. Premetto che, essendo il primo rotolo che preparo e non sapendo come sarebbe venuto e se sarebbe piaciuto, ho usato una bustina già pronta di preparato per crema Chantilly. La ricetta originale di questo dolce l’ho trovata sulla rivista “Cucina Moderna” (maggio 2008) e prevedeva le fragole al posto dei lamponi. Devo dire che il risultato è stato soddisfacente… mio marito me ne ha dato atto facendo il bis! Quindi, la prossima volta, la crema la preparo io!


Ingredienti:


4 tuorli
4 albumi
140 gr di zucchero Eridania
40 gr di farina
100 gr di mandorle in polvere
40 gr di cocco disidratato
crema Chantilly
200 ml di latte freddo di frigorifero
25 gr di burro
1 vasetto di sciroppo di lamponi (con lamponi)


Battere i tuorli con 70 gr di zucchero, fino a che non sono ben chiari e gonfi; aggiungere la farina, le mandorle e 30 gr di cocco disidratato. Montate a neve ferma gli albumi con 70 gr di zucchero e uniteli al composto insieme al burro fuso, amalgamandoli con delicatezza, servendosi di una spatolina. Versate il composto in una teglia rettangolare di 25 x 35 cm foderata con carta da forno, e cuocete in forno caldo a 210° per 10 minuti. Sfornate la torta su un canovaccio, passare un panno umido sulla carta per scollarla, disporre sul dolce un foglio di carta forno pulita e, aiutandosi con il panno, arrotolare tutto. Questo procedimento l’ho trovato sul libricino di Alda; i frequentatori del forum della Cucina Italiana lo conoscono bene e a me ha insegnato tanto…e insegna tutt’ora, anche se sfortunatamente, non ho avuto il piacere di conoscerla. Ma torniamo a noi, ora prepariamo la crema Chantilly. In una terrina a sponde alte, versare 200 ml di latte e aggiungere, gradatamente, mescolando, il contenuto della busta. Sbattere poi per almeno 3 minuti con uno sbattitore elettrico alla massima velocità. Conservare la crema in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.


Quando il rotolo è freddo, ma freddo di frigorifero (io l’ho lasciato riposare tutta notte), si srotola, si spalma con la crema Chantilly e i lamponi sgoggiolati e si riarrotola.


Lo sciroppo di lamponi l’ho spennellato sulla superficie del rotolo, poi ho cosparso di cocco disidratato il tutto.
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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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