Kucina di Kiara
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Fin da piccola le verdure non sono mai state la mia passione, per non parlare della frutta; da quando sono fuori casa devo dire di essere nettamente migliorata, ma ne mangio sempre poca, soprattutto per mia mamma, la Gianna. Avendo la fortuna di avere verdura fresca, buona, che cresce direttamente nell’orto di mio papà, sarebbe un peccato non farsela piacere. In estate, uno dei miei contorni preferiti, restano le verdure grigliate. Sono gustosissime, fresche, croccanti… una delizia! E se avanzano si possono utilizzare con condire una bella insalata di riso o di pasta, non trovate?

Per questo contorno io ho utilizzato:
4 zucchine
1 melanzana grossa
1 peperone
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva
prezzemolo
sale e pepe


Spuntate, lavate e tagliate a strisce le verdure; zucchine e melanzane vanno messe per circa un’ora in uno scolapiatti, salatele e appoggiategli un peso sopra, in modo che esca la loro acqua di vegetazione, amara. Una volta pronte, grigliatele. Lasciatele raffreddare, metteteci sopra l’aglio tagliato a pezzi (se lo gradite) e irrorate le verdure con un'emulsione fatta di olio extra vergine di oliva, sale, pepe e prezzemolo tritato. Così mi ha insegnato la Gianna! 


Bisogna dipendere solo da se stessi; le persone sono libere, attaccarsi agli altri è un’assurdità, un’istigazione alla sofferenza, non trovate? So di essere dura e a senso unico con questa mia affermazione ma oggi mi va di pensarla così…anche se poi, nel concreto e nel reale, ci casco puntualmente. Mi affeziono all’ordine del giorno, faccio entrare nella mia vita tante care persone, do’ tutto l’appoggio e l’amicizia che posso e poi cosa succede? Che un bel giorno spariscono dalla mia vita! Così, senza preavviso. Perché?

Dopo questa piccola parentesi sulle mie paturnie mentali, eccovi un classico, la torta ciocco cocco; sul web ho visto parecchie interpretazioni, tutte ottime e valide ma io prediligo questa in assoluto, trovata qualche anno fa sul forum della Cucina Italiana. Riporto di seguito la ricetta; provatela, non ve ne pentirete! Io ho apportato solo qualche piccolissima variante. Piace a tutti, grandi e piccini!

Per la frolla (dosi di Fabio Zago): 

250 g di burro
125 di zucchero
2 uova intere grandi
420 g di farina
Scorza di limone grattugiata (solo la parte gialla, non la bianca amara)

Preparate la frolla come di consueto e mettetela a riposare in frigorifero per un’ora almeno; nel frattempo preparate il ripieno.
Mescolate con decisione 2 uova con 100 g di zucchero. Unite una bustina di vanillina e 80 g di cocco disidratato in scaglie. Aggiungete, sempre mescolando, 1,5 dl di panna fresca e 1,5 dl di latte di cocco.
Sciogliete a microonde una tavoletta di cioccolato fondente e unitela al composto. Stendete la pasta frolla (non troppo bassa, non esageratamente alta….1/2 cm sarà la misura giusta) e foderate una tortiera da 26 cm. Bucherellate con la forchetta il fondo e appena il forno avrà raggiunto i 180°C versate il composto sulla frolla (NON PRIMA! Altrimenti la pasta si bagna inutilmente e la cottura non risulterà perfetta).
Mettete in forno per 35 minuti.
Spolverizzate poi, se vi va, con zucchero a velo mischiato a cacao.




La ricetta di oggi l’ho già proposta sul blog, sotto forma di polpette della Gianna. A differenza di quelle, stavolta, le ho cotte in forno ed il risultato è stato ottimo; lo stomaco non era appesantito e la salute ci guadagna, no? Inoltre, a differenza di quelle di mia mamma, non ho messo la mortadella (perché non ne avevo in casa) nè le patate e ho aggiunto, al posto del prezzemolo, un trito di erbe aromatiche. L’impanatura poi è stata fatta aggiungendo un trito di nocciole al pangrattato (esperimento già adottato per le polpettine di tonno al limone che ad Ale è piaciuto tanto). Sono ottime sia calde che fredde, sia da consumare a tavola che in spiaggia! La presentazione "a spiedini" è stata pensata apposta per divorarle comodamente sotto l'ombrellone, senza sporcarsi le mani! Gnam, gnam! ;-)
Non mi rimane che dirvi…. Buon appetito! 


Da quanto l’ho scoperta e provata, non riesco più a farne a meno! E’ forse la pizza più buona che io sia mai riuscita a fare… e togliamo pure il forse! Paoletta è una maestra, questo lo sappiamo tutti, quindi provate a farla anche voi, andate sul sicuro! Inoltre c’è la comodità di poterla preparare in un baleno la sera prima e averla bella che pronta il giorno dopo! Meglio di così… per la ricetta vi rimando ad Anice e Cannella, così vi lustrate pure gli occhi… io l’ho seguita alla lettera, da brava allieva! Ne ho preparate due versioni, la classica margherita, con la polpa di pomodoro in finissimi pezzi e quella che consiglia Paoletta, con le patate tagliate sopra a fettine sottili, sottili e sovrapposte, e una spolverata di rosmarino... così è divina!


Questa ricetta è frutto della fantasia della mia Amica, la Pazza per eccellenza…quando c’è lei ogni cosa prende una piega diversa, ti compare sempre il sorriso sulle labbra…è troppo speciale, come del resto ogni mia singola amica… sono circondata solo ed esclusivamente da ragazze che hanno ognuna una perla che le contraddistingue…Vi adoro tutte! Ma oggi - e non solo oggi - amo in particolar modo te, Clo, e ti dedico questa fantastica poesia, trovata sul web, autore anonimo:

Se
Se un giorno
ti venisse voglia di piangere...
Chiamami.
Non prometto di farti ridere,
ma potrei piangere con te...
Se un giorno
tu decidessi di scappare,
non esitare a chiamarmi.
Non prometto di chiederti di restare,
ma potrei scappare con te.
Se un giorno
ti venisse voglia
di non parlare con nessuno...
chiamami.
In quel momento
prometto di starmene zitto.
Ma…Se un giorno tu mi chiamassi
e non rispondessi...
Vienimi incontro di corsa...
forse Io ho bisogno di te!


Questo piatto è fantastico, soprattutto per noi giovani amanti del fast food... ma ciò che lo differenzia è la leggerezza, poichè cotto in forno. Mettete a bagno il pollo tagliato a pezzetti nel latte per un'ora circa (io di solito ne uso un petto intero, quello che avanza lo scaldiamo la sera o il giorno dopo). Preparate un'impanatura con pangrattato, una manciata di grana grattugiato, paprika dolce, rosmarino e sale; impanatevi il pollo sgocciolato e disponete i pezzi di carne su una teglia coperta di carta forno. Irrorate con un filo d'olio extra vergine di oliva e via in forno, a 180° per una ventina di minuti o almeno fino a che si sarà formata una crosticina dorata.

Questi deliziosissimi dolcetti, da quando li ho scoperti sul blog di Antonella “Croce e Delizia” li faccio spessissimo, apportando ogni volta qualche piccola variante; piacciono davvero a tutti, non ho ancora trovato una persona a cui non siano andati a genio. Inoltre, da qualche giorno, pensavo ad una ricetta che avesse come ingrediente il caffè, per partecipare al contest di Elisa, Massaia Canterina: "I Love Coffea"… e alla fine eccomi qui con i boules sablees!

Eccovi la ricetta e tra parentesi le mie modifiche:

120g di farina 00
90g di burro freddo, a dadini

5 g di caffè in polvere ( non caffè liofilizzato)
60g di nocciole intere (per me 100 gr di nocciole ricoperte di cioccolato che avevo in casa da Natale)
45g di zucchero (per me zucchero grezzo di canna)
la punta di un cucchiaini di lievito
1 pizzico di sale
vaniglia (per me mezza fialetta di essenza di vaniglia)

 
Per decorare: 5 gr di zucchero a velo, 3 gr di caffè macinato, nocciole intere


Procedimento:
In una ciotola mettere il burro freddo a dadini, lo zucchero di canna, le nocciole macinate, la farina, il caffè in polvere, il lievito, l’essenza di vaniglia e il sale. Cominciate a sfregare il composto con le dita (come dice giustamente Antonella, il movimento corretto è quello che si utilizza per indicare i soldi). Si otterrà uno sfarinato a piccoli fiocchi. A questo punto impastare a mano abbastanza velocemente in modo da ottenere una palla di pasta compatta che avvolgerete nella pellicola trasparente e porrete in frigorifero per almeno un'ora.
Preriscaldate il forno a 180 ° C.
Dividete l’impasto in 15 palline da 20g ciascuna. Sistematele su una teglia rivestita di carta forno e posizionare nel mezzo di ognuno una nocciola intera pressando leggermente con il dito. La pallina deve appiattirsi ma leggermente. Infornare per circa 15 minuti.
Mentre i biscotti sono in forno, mescolare lo zucchero a velo con il caffè con cui spolverizzare i biscotti una volta sfornati. Trasferite con una spatola, delicatamente, i biscotti su una gratella in modo che possano raffreddarsi completamente.



Questa è una ricetta realizzata grazie alla Gianna, la mia dolce mamma, che mi ha fatto scoprire la versatilità della scarola! L'ho trovata su Universo Cucina. L'ho preparata ieri sera per il mio dolce maritino… povera piccola cavia… che destino crudele il tuo… ahahahah! Quando Ale mi racconta di certi suoi compagni di squadra che, al rientro a casa, dopo gli allenamenti, si trovano tutte le volte per cena un panino o al massimo una piadina da scaldare, gli ricordo quanto è fortunato. Non tutte le donne hanno la passione per la cucina, soprattutto se lavorano. Devi pensare sempre a mille cose, dentro e fuori casa. Quindi tanta manna che la nostra valvola di sfogo sia ai fornelli… ma torniamo a noi. Vi riporto di seguito la ricetta di questa particolarissima torta salata:

INGREDIENTI:
pasta sfoglia
1 ceppo di scarola
1 cucchiaino di capperi sotto sale
2/3 acciughe sottolio
provola affumicata 

uvetta
1 spicchio di aglio
pepe nero macinato
olio di oliva


In una padella fate rosolare l'aglio, le acciughe tritate nell'olio aggiungete la scarola lavata a tagliata a pezzetti senza sbollentarla ma direttamente in padella cruda. Fate cuocere, se si asciuga diluite con un poco d'acqua. A metà cottura aggiungete i capperi risciacquati bene, una manciata di uvetta e una spolverata di pepe nero macinato.
Stendete la sfoglia in una teglia con la carta da forno, riempitela con la scarola cotta, finite con delle fettine di scamorza affumicata.
Infornate a 160° per 40 minuti (dipende dal forno), a cottuta ultimata lasciate la torta ancora qualche minuto prima di sfornarla.

L’unica variante, la prossima volta, sarà mettere meno uvetta; a mio avviso risultava troppo dolce…o forse, semplicemente perché la scarola usata, non era poi così amara. ;-D 

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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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