Kucina di Kiara
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L'altra sera la Gianna mi ha dato due belle fettone di zucca da cucinare. Io l'ho riscoperta da poco... ma ad Ale piacerà? Questi uomini, quando si tratta di far mangiare loro frutta o verdura c'è sempre da sperare... La zucca, si sa, è un ortaggio che si presta a mille ricette: si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella ecc... ma io ho voluto prepararla in maniera diversa dal solito. Il risultato è stato molto ma molto soddisfacente, soprattutto quando mio marito, al ritorno dagli allenamenti, si è letteralmente spazzolato una teglia intera di questi deliziosissimi gnocchi... poi, guardandomi con quei suoi bei occhioni azzurri, mi chiede innocentemente come mai ne avevo fatti così pochi... alla faccia di quello a cui non piaceva la zucca! Beh, comunque sono stata felice di vederlo mangiare così; la zucca, oltre ad esser buona, fa anche bene: la polpa ha effetti diuretici e viene utilizzata per combattere disturbi gastrici e le patologie della prostata. Quindi, quando si abbina la bontà al benessere c'è solo da guadagnarci in salute!
La ricetta di questi gnocchetti l'ho trovata sul portale de La Cucina Italiana; riporto qui di seguito la ricetta con le mie modifiche tra parentesi:

Ingredienti per 6 persone (io ho dimezzato le dosi...in teoria sarebbero dovuti bastare per 3 persone, ma Ale se li è mangiati tutti da solo):

300 gr di zucca decorticata
150 gr di brodo vegetale
150 gr di farina 00
100 gr di latte
50 gr di burro
3 uova
grana grattugiato
noce moscata
paprica
sale
pepe nero macinato

Riducete la zucca a pezzetti e cuoceteli a vapore per 20'. In una casseruola portate a ebollizione il latte con 100 gr di acqua, il burro e un pizzico di sale. Versate la farina e mescolate fino a quando il composto non si staccherà dalle pareti. Togliete la casseruola dal fuoco e allargate il composto su un vassoio per farlo raffreddare. Una volta freddo, mettetelo in una ciotola e incorporatevi, montando con le fruste elettriche, le uova, gr. 20 di grana, una grattugiata di noce moscata e un pizzico di paprica, salate e pepate. Raccogliete tutto in una tasca da pasticciere con bocchetta liscia (diam. cm 2) e formate gli gnocchetti facendo cadere il contenuto a tocchi in una pentola di acqua bollente salata. Scolateli in una ciotola di acqua fredda un minuto dopo che saranno venuti a galla. Frullate la zucca con il brodo vegetale e aggiustate di sale (crema di zucca). Distribuite la crema in 6 piatti che possano andare in forno (io ho messo il composto direttamente in una pirofila), aggiungete gli gnocchetti sgocciolati, spolverizzate di grana e infornate a 220 °C fino a quando non si sarà formata una crosticina dorata. Sfornate e servite subito.



Quest'oggi posto l'ennesima ricetta realizzata ispirandomi ai blog altrui... sono migliaia le ricette copiate da voi... a volte vorrei che le giornate fossero composte da 48 ore per aver più tempo per cucinare! Ora che poi le giornate si accorciano è anche peggio. Non fai in tempo a rientrare a casa dal lavoro che è già buio, mannaggia. Perchè l'estate dura così poco e l'inverno è sempre così lungo? :-) Vabbè... pazienza... come vi dicevo all'inizio, il blog da cui nasce l'idea di questa parmigiana light stavolta è quello di Erica: Ogni Riccio un Pasticcio; un blog splendido per una ragazza altrettanto radiosa! Riporto di seguito la ricetta con le mie modifiche tra parentesi:

Ingredienti:
2 melanzane belle grandi fatte a fette
1 vasetto di conserva  di pomodoro
una cipolla tritata per il sugo
basilico fresco
parmigiano grattugiato
formaggio fuso a fette
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Procedimento:
Per una versione light della parmigiana potete scegliere se cuocere le fette di melanzane alla maniera di Erica (che ho provato e la trovo eccellente come soluzione) oppure grigliarle semplicemente come ho fatto io. In un pentolino fate soffriggere in un filo di olio extra vergine di oliva il trito di cipolla, aggiungete la conserva di pomodoro, qualche foglia di balsilico e portate a cottura. Salate e pepate. Una volta pronto il sugo procedete a formare la parmigiana con i classici strati: il primo di sugo, poi melanzane, poi di nuovo sugo, fettine di formaggio e abbondante parmigiano grattugiato, poi di nuovo melanzane, sugo, fettine di formaggio e parmigiano...ecc...; terminate con il sugo ed abbondante parmigiano. Cuocete in forno a 180°C per circa 30 minuti finchè non si formerà una bella crosticina in superficie, fate riposare 15 minuti prima di servire (se ce la fate... io no, infatti mi sono ustionata il palato!).


Trovo che i rotoli di pasta sfoglia siano proprio una gran bella invenzione! Se hai poco tempo per cucinare, se hai il frigorifero da svuotare, li farcisci come vuoi, sono ottimi sia caldi che freddi, anche per il giorno dopo... insomma, il top! Per il pranzo in ufficio poi, credo siano un'ottima alternativa alla solita pasta. Questo rotolo in specifico, l'avevo addocchiato sul numero di agosto de La Cucina Italiana. L'ho cucinato in una mattina d'agosto, a casa in ferie, quando ancora non sapevo se ero immune o meno alla toxoplasmosi. Essendo stufa di mangiare etti su etti di prosciutto cotto, questa del tacchino era un'ottima (e più gustosa) alternativa!

Ingredienti:
2 zucchine
250 gr di arrosto di tacchino affettato (io ne avevo solo un etto e mezzo)
1 disco di pasta sfoglia stesa (io ne ho usata una a base rettangolare)
1 pomodoro da 180 g
grana grattugiato
sale

Mondate le zucchine e tagliatele per il lungo a fette sottili. Scottatele in una padella antiaderente spolverizzata di sale per pochi secondi per lato: devono solo prendere colore e ammorbidirsi appena. Coprite la sfoglia con le fette di tacchino, poi fate uno strato con le zucchine, quindi uno col pomodoro. Spolverizzate con un pizzico di origano secco e con del grana grattugiato. Avvolgete il tutto, incidete la superficie con dei tagli paralleli e infornate il rotolo a 200°C per circa 25'. Sfornate il rotolo, fatelo raffreddare, tagliatelo a fette e servitelo accompagnato a piacere con un po' di insalata fresca di stagione.

Baci, baci, ancora baci… tutti abbiamo bisogno di baci! Se poi sono dolci e di dama ancora meglio! Vagando nella rete ho scoperto che i baci di dama sono originari della città di Tortona in Piemonte, dove nacquero più di un secolo fa. La derivazione del loro nome ha origine dalla composizione del dolce, formato dei due biscottini profumati e friabili che si fondono in un bacio al cioccolato fondente. La ricetta dei baci di dama che posto oggi, ha trovato ispirazione dallo splendido blog di Sara - Il dolce mondo di Sara - dove vi rimando per gli ingredienti, quantità e procedimento; l'unica mia variante è stata utilizzare la fantastica crema al cacao di Cioccolato Italiano per unire due a due i baci.



Far mangiare la frutta a mio marito è un'impresa sempre più ardua. Peggio di un bambino! Non tocca nulla a meno che non faccia parte di qualche dolce. Ora che poi ha iniziato la preparazione calcistica (in vista del campionato che, ahimè, ha inizio domani), io dico, la frutta è l'ideale per non sentirsi appesantito e nello stesso tempo dare all'organismo il giusto apporto di vitamine di cui ha bisogno. Ho notato però che, da bravo bambino qual'è Ale, la mangia più volentieri se gliela fai trovare già pulita, meglio ancora se frullata (santa pazienza)... come vedete, anche se devo ancora diventare mamma, ho accanto a me un buon esempio di bambino viziato (con tutta la bellezza dei suoi 31 anni).

La ricetta di questo golosissimo frappè alla banana l'ho trovata su GialloZafferano. 
E' velocissima, buona e piace a tutti. Questo frutto è l'ideale per una persona sportiva come mio marito: la banana infatti è molto nutriente perché ha un alto contenuto energetico e di potassio che lo aiuterà a recuperare le energie dopo un'intensa attività sportiva come gli allenamenti di calcio. Inoltre la si recupera in ogni periodo dell'anno.
Ho provato a riproporre il frappè anche con le pesche e con le fragole... cosa non si fa per amore! :-)

Ingredienti per un frappè:

1 banana
cannella (se vi piace)
4 o 5 cubetti di ghiaccio
50 ml di latte di mandorle


Per preparare il frappè alla banana, cominciate privando la banana della buccia e riducetela in rondelle. Mettete il ghiaccio nel frullatore, aggiungete quindi la banana e il latte con la cannella (io l'ho semplicemente spolverizzata sulla superficie prima di servirlo). Frullate il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Servite il frappè alla banana ben freddo!

Adoro il pesce ma faccio fatica a cucinarlo… non so come mai, non mi dà fastidio, eppure….preferisco quasi sempre mangiarlo cucinato da qualcun altro. E questo “qualcun altro”, se non si tratta di qualche cuoco di qualche buon ristorante è sempre la mitica Gianna, la mia bella mammona! Come cucina lei il pesce… Santa Donna! Lo dico sempre io! Questi fusilli li ho spazzolati nel giro di un attimo… ora però vi dò la ricetta che, essendo della Gianna, sarà approssimativa:

350 gr. di fusilli
500 gr. di moscardini
uno scalogno
passata di pomodoro
prezzemolo tritato
vino bianco secco
olio extra vergine di oliva
sale e pepe


Mentre lessate i fusilli in abbondante acqua salata, in una padella antiaderente fate rosolare, in due cucchiai d’olio, uno scalogno tritato finemente; aggiungetevi i moscardini già puliti, fate insaporire e sfumate con un poco di vino bianco secco. Aggiungete la passata di pomodoro (che, secondo me, è la migliore) e fate cuocere per circa 15 minuti. Spolverizzate con del prezzemolo fresco tritato, aggiustate di sale e pepe, aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta, scolate i fusilli, uniteli al sugo, mescolate e servite.

Come già vi avevo detto in un precedente post, Real Time è uno dei miei canali preferiti; ed è proprio in una delle trasmissioni che si sussegguono (precisamente "Cortesie per gli ospiti") che ho avuto modo di scoprire i crostini toscani. Voi probabilmente penserete che ho scoperto l'acqua calda... non posso darvi torto! Mamma mia che buoni! Uno degli antipasti più veloci e gustosi che abbia mai assaggiato!

Immaginate una di quelle sere in cui gli amici si improvvisano ospiti a cena... mhmhmhmhm....
primo: celo (spaghetti aglio, olio e peperoncino sono sempre un piatto vincente)
secondo: celo (mandi il marito a comprare un arrostino alla macelleria di fianco casa)
dolce: celo (lo portano gli amici)
...sembra ci sia tutto, ma a me preparare una cena con ospiti senza un minimo di antipasto proprio non mi va. E allora ecco che mi viene in mente questa trasmissione: la salsiccia celo (il buon marito, oltre all'arrosto, compra una buona salsicciozza), lo stracchino fresco fresco celo...una baguette non manca, il gioco è fatto!

Alessandro Borghese non avrebbe apprezzato la delicatezza di questo squisito finger food rustico... troppo banale... ma sono sicura che ognuno di voi si è trovato in una situazione analoga, almeno una volta nella vita, e allora: ben vengano i crostini toscani! La semplicità molte volte in cucina è un pregio. Questa ricetta è semplicissima ma allo stesso tempo elegante, ed abbina rapidità di esecuzione a grande soddisfazione per i vostri ospiti.
Dunque, per fare questi crostini basterà tostare delle mezze fette di pane, ovviamente toscano. Io avevo in casa una baguette ed ho utilizzato quella. In una ciotola sminuzzate con una forchetta una bella salsiccia, unendovi dello stracchino (200 gr) e mischiando fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso. La quantità di stracchino da aggiungere varia a seconda del gusto, con meno stracchino si otterrà un crostino più saporito, aggiungendone di più il gusto risulterà più delicato. Sul pane tostato si spalma quindi una generosa dose del composto, e si mette in formo a 150° per circa 10-15' o comunque fino a che non comincerà a formarsi una crosticina dorata sullo stracchino. I crostini alla salsiccia e stracchino si servono ben caldi. Con queste dosi ho fatto felici 5 commensali! :-)
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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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