Kucina di Kiara
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La tortionata è un dolce friabile a base di mandorle tipico della mia città: Lodi, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

Affine alla più nota sbrisolona, se ne distingue soprattutto per l'assenza della farina gialla dalla lista degli ingredienti.

La tortionata sarebbe nata nella prima metà dell'Ottocento dalle mani del pasticciere Carlo Tacchinardi che tramandò la ricetta ai figli Giovanni e Gaetano. Quest'ultimo la passò al proprio figlio Alessandro a cui, secondo la tradizione popolare, si deve il nome del dolce. Alessandro l'avrebbe chiamata così da un gioco di parole: la "torta di quando io sono nato", ovvero la "torta io nata" (da lì il nome definitivo). Nel 1885 Alessandro Tacchinardi depositò legalmente il nome della torta lodigiana unitamente al marchio d'impres.

La classica tortionata si presenta tonda, alta un paio di centimetri, colore dorato, friabile e non lievitata, deve la sua suadenza al profumo del burro che nel Lodigiano ha un'antica tradizione e all'aroma delle mandorle.

La torta si abbina bene con vini marsalati, Moscato, Malvasia dolce o vino passito.

Ingredienti:
300 gr di farina 00
150 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
150 gr di mandorle tostate pelate
1 tuorlo d’uovo
scorza di limone
zucchero a velo (facoltativo)

Usare la tortiera diam. 26 in quanto deve risultare di altezza non superiore ai 2/2.5 cm.

Preriscaldare il forno a 130°C.

Tritare grossolanamente le mandorle già spellate e passatele in forno per una tostatura veloce.

Sciogliere il burro e versarlo nella ciotola contenente la farina, lo zucchero, le mandorle, lo zucchero e il tuorlo d’uovo. Unire per ultimo la scorza del limone grattugiata.

Lavorare con le mani per amalgamare il tutto. L’impasto non risulterà assolutamente compatto.

Trasferire il tutto nella tortiera ricoperta con carta da forno e compattare con le mani.

Tracciare delle linee di decoro con i rebbi di una forchetta e cuocere a 130°C per circa 1 ora e comunque fino a che la torta non risulti dorata.

Lasciare raffreddare e cospargere, se fa piacere, di zucchero a velo

IMPORTANTE: la Tortionata non si taglia.. si spezza con le mani perchè è croccante ..



...ovvero, quando la cucina eritrea e quella indiana si sposano creando un matrimonio perfetto!

Il tuo bambino è inappetente? Prova con il berberè!

Non credo che molte di voi sappiano di cosa sto parlando, ma ora vi spiego. Come ormai sapete, Iris non mangia molto, tranne latte, pizza e pane. A volte mi stupisce mangiando qualcosa di nuovo, tipo un uovo, un wurstel, degli spinaci…ma puntualmente, se glielo ripropongo, lo rifiuta. Tempo fa ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere per allargare i miei orizzonti culinari e non solo. La gastronomia italiana si basa generalmente su criteri di assonanza dei sapori, mentre in altri paesi si punta più sul loro contrasto. L’uso abbondante di spezie come il berberè (che si trova già pronto nei negozi di alimentari africani, ma è semplicissimo da preparare anche a casa) può svelare un nuovo approccio con il cibo. Nel berberè infatti, a fianco di u po’ di pepe e peperoncino, si trovano anche aromi che per i ragazzini o, nel mio caso, anche bambini piccoli, possono risultare molto appetitosi: lo zenzero (ad azione antinausea), il fieno greco (che mette appetito) e il cardamomo (fortemente digestivo). Ecco quindi la proposta di questo piatto tipico della cucina eritrea, una sorta di ragù, che si mangia con le mani (anche se questo l’ho lasciato fare solo ad Iris), accompagnato con un pane altrettanto tipico, il Naan (non è un pane africano ma indiano).

La difficoltà che incontrano le mamme italiane nel dare la carne (e per quanto mi riguarda, non solo quella) ai propri figli è la stessa delle mamme di tutto il mondo: spesso, cucinata nella solita maniera, la carne non va giù. Ecco quindi come una ricetta come il kulu’wa diventa un modo insolito per presentare la carne tritata: profumata di spezie berberè e avvolta in pezzettini di pane, diventa irresistibile rispetto alla semplice e solita bistecchina.

Questo piatto ho deciso di accompagnarlo con il naan, ma la tradizione prevede che l’unione perfetta sia con il pane injera, fatto con farina di miglio e acqua. Lo si può tranquillamente gustare anche con pane toscano, piadina o polenta.

Ultimo appunto: Iris l’ha letteralmente divorato!

Kulu’wa

Ingredienti per 4 persone:

450 g di polpa macinata di vitello
1 piccola cipolla
45 g di burro
concentrato di pomodoro
misto di spezie berberè in polvere (peperoncino, coriandolo, cardamomo, fieno greco, zenzero, cannella, pepe nero, chiodi di garofano)
sale

Soffriggete nel burro la cipolla a fettine per 5’ (io ho usato la praticissima casseruola antiaderente. Unite un cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito in 150 g di acqua calda, un cucchiaio di spezie e aggiustate di sale. Proseguite nella cottura per 5-6’ poi unite la carne; rosolatela per 5’, bagnate con altra acqua e proseguite la cottura per altri 15’ (con coperchio). Servite accompagnato da pane injera, oppure pane toscano, piadina, polenta o pane naan, come nel mio caso.



Pane indiano Naan

Questo pane lievitato si trova a partire dal Caucaso alla regione del Punjab (che io non sapevo manco dove fosse, comunque a nordovest dell’India) e oltre. A fine cottura va spennellato di ghee fuso. Il ghee è facilmente reperibile nei supermercati asiatici o indiani, ma è anche facile da preparare a casa. Basta fare sciogliere del burro non salato in una padella dal fondo spesso, a fuoco lento. Fate bollire finchè il liquido non assume un colorito dorato, poi lasciate raffreddare. Filtrate prima dell’uso.

Ingredienti per 3 naan:

225 g di farina bianca 00
mezzo cucchiaino di sale
15 g di lievito
60 ml di latte tiepido
15 ml di olio vegetale (per me olio extra vergine di oliva)
30 ml di yogurt al naturale
1 uovo
30 ml di ghee fuso

Setacciate la farina e il sale in una grande terrina. In una terrina più piccola sciogliete il lievito nel latte tiepido. Lasciate riposare per 15’. Aggiungete quindi il lievito, l’olio, lo yogurt e l’uovo alla farina e mescolate fino ad ottenere un impasto soffice. Ponete l’impasto su di una superficie infarinata e impastate per circa 10’, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Ponete in una terrina unta, coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare in un luogo caldo per 45’ o finchè l’impasto non sarà raddoppiato. Preriscaldate il forno alla massima temperatura e lasciate all’interno, a scaldare, due piastre da forno su cui poi metterete il pane a cuocere.

Riversate l’impasto su una superficie infarinata e lavorate nuovamente. Dividetelo in 3 parti uguali e date loro forma sferica.

Coprite due palle d’impasto con un canovaccio e date alla terza la forma di una lacrima, lunga circa 25 cm e larga alla base 13, con uno spessore di 5-8 mm. Preparate così anche le altre due palle.

Ponete quindi i naan sulle piastre da forno calde e fatele cuocere per 4’ o fino a che non saranno gonfi. Rimuovete i naan dal forno e poneteli sulla griglia calda del forno per qualche secondo o fino a che non saranno dorati. Avvolgete poi i naan cotti in un panno per tenerli al caldo fino a che non verranno consumati. Spennellate con ghee fuso.

I naan si possono gustare anche aromatizzati, aggiungendo alla farina: coriandolo in polvere, cardamomo, semi di papavero, pepe o cipolla (in questo caso, essendo la cipolla molto acquosa, è necessario ridurre la quantità di uovo).



Finalmente, dopo giorni frenetici, riesco a postare qualcosa! Non vedevo l’ora che tornasse l’ora legale per poter cucinare e fotografare a go go pure la sera, invece mi ritrovo a correre come una disperata dalla mattina alla sera…e pure senza preparare granchè in cucina. Al lavoro sono in totale fase full-immersion. A casa pure. Ah, già, devo respirare…aspettate un attimo che lo faccio…ehehehehe. Scherzi a parte, torniamo a noi. Oggi vi propongo questa ricetta gustosissima. Per chi non lo sapesse – o non lo ricordasse – Iris non mangia praticamente nulla che non sia latte, yogurt, a volte la carne, pizza e pane, tanto pane e derivati. Per cui, appena posso, cerco di farlo in casa. Questo mi è venuto particolarmente bene. Poi le olive taggiasche conferiscono quel sapore che solo loro sanno dare…

275 g di farina bianca
50 g di farina integrale bio
24 g di lievito madre essiccato (si impiega in percentuale del 7% sul peso della farina)
mezzo cucchiaino di sale
210 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva (più altro per spennellare)
100 g di olive taggiasche snocciolate tagliate grossolanamente

Mescolate insieme le farine e il lievito in una terrina e fate un buco al centro. Aggiungete l’acqua e l’olio al centro della farina e mescolate fino ad ottenere un morbido impasto. Aggiungete il sale e impastate per 10’; otterrete un panetto liscio ed elastico. Posizionate in una terrina leggermente oliata, coprite con della pellicola e lasciate lievitare in un lungo caldo, lontano da correnti d’aria, per circa 2 ore o comunque fino a che l’impasto non sarà raddoppiato di dimensioni.

Rovesciatelo su una superficie leggermente infarinata e giratelo. Schiacciatelo e cospargetelo di olive. Ripiegatelo e impastate per distribuire in maniera omogenea le olive. Lasciatelo riposare per 15’, poi dategli la forma ovale di una pagnotta. Posizionatelo su di una teglia rivestita da carta da forno. Praticate dei tagli profondi sopra la pagnotta e premete piano sulle aperture. Coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare in un luogo caldo per altri 45’ (o fino a che non raddoppia le dimensioni).

Scaldate nel frattempo il forno a 200°; spennellate il pane con olio extra vergine di oliva e cuocete in forno caldo per 45’. Trasferite su una teglia a raffreddare.




Il mese scorso, io e mio marito, ci siamo concessi una romantica seratina "MeandYou" in quel di Milano. Una deliziosa cena in un posticino da favola. Iris parcheggiata a casa dei nonni. Ogni tanto ci vuole e devo dire che noi riusciamo a farlo anche abbastanza spesso. Peccato che a rovinare il tutto, ci abbia pensato la fatidica busta raccomandata verde, trovata nella cassetta della posta. Tenetevi pronte. Non una, non due, ma tre, DICO TRE belle multe salate prese in un colpo solo! Non immaginate la rabbia che ho! ZTL del cavolo! Ed io che credevo che dopo le 20 potessimo circolare tutti liberamente! Il comune di Milano deve il proprio arricchimento casse anche e soprattutto a me! Mannaggia! E per fortuna guidava mio marito, se no sentivate le urla fino a casa vostra... :-)

Ed ora una ricetta vista e stravista, ma sempre gustosissima e sfiziosa! Versatile (potete sostituire la paprica piccante a quella dolce, al pepe, al peperoncino o a qualsiasi altra spezia che sia di vostro gradimento) e ideale per i vostri aperitivi in casa!

da “Easyfinger” di Sigrid Verbert

Ingredienti per 25/28 biscotti:
 
180 g di farina
120 g di burro
100 g di parmigiano reggiano
1 cucchiaino di paprica piccante
1 uovo intero (la ricetta originale prevedeva un tuorlo)
sale

Mescolare il burro morbido con il parmigiano grattugiato. Aggiungere la farina, la paprica piccante, una piccola presa di sale, mescolare a alla fine aggiungere l’uovo, impastare velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stendere con il mattarello tra due fogli di carta forno, fino a uno spessore di 5 mm, mettere in frigo per due ore.
Tagliare i biscotti di circa 4 cm di diametro, disporli su una teglia rivestita di carta forno e far cuocere a 220° C per circa 10 minuti, finché saranno dorati.






Oggi solo una manciata di parole:
"Ciao Zio Tino...ovunque tu sia in questo momento..."
Ti ricorderò sempre come lo zio (l'unico) che ascoltava con piacere e interesse la musica lirica. Lo zio che s'intendeva di giardinaggio. Il boss della fonderia...
La tua scomparsa è arrivata come un fulmine a ciel sereno...

Ingredienti per 6 persone:
150 g di farina 00
100 g di zucchero semolato
80 g di cioccolato fondente
100 g di burro
6 uova
125 g di zucchero a velo vanigliato
3 cucchiai di gelatina di albicocche (io l’ho sostituita con marmellata biologica all’albicocca Fiordifrutta Rigoni di Asiago)

Per la glassa al cioccolato che servirà da copertura:
150 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di zucchero a velo

Togliete il burro dal frigorifero e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Spezzettate il cioccolato, raccoglietelo in un tegamino, aggiungete due cucchiai d’acqua, fatelo sciogliere a bagnomaria a fiamma bassa. Lasciate raffreddare.
Montate a neve ben soda gli albumi. In una ciotola mettete il burro e lavoratelo a lungo fino a renderlo cremoso; amalgamatevi lo zucchero, i tuorli – uno alla volta – e il cioccolato fuso. Mescolate e incorporate con delicatezza gli albumi al composto, poi la farina mescolata a una bustina di zucchero a velo vanigliato (corrispondente a 125 g). Amalgamate con cura. Imburrate leggermente una tortiera con bordo apribile, infarinatela, versatevi il composto e livellate la superficie con la spatola.

Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa un’ora e mezzo. Fornate, lasciate raffreddare, sformate e tagliate la torta orizzontalmente a metà. Spalmate circa 150 g di marmellata all’albicocca (o, se preferite, gelatina all’albicocca preventivamente scaldata) su metà torta. Ricoprite con l’altra metà.

Preparate la glassa al cioccolato:
in un pentolino mettete lo zucchero a velo e diluitelo con mezza tazza di acqua fredda. Ponete il recipiente sul fuoco per alcuni minuti e mescolate lasciando addensare il composto. In un altro pentolino fate sciogliere il cioccolato fondente grattugiato unendo, se occorre, poca acqua. Aggiungete al cioccolato fuso lo sciroppo di zucchero a goccia a goccia, mescolando come per montare una maionese sempre nello stesso senso e con movimento regolare. Stendete la glassa calda sulla torta aiutandovi con una spatola o con la lama di un coltello. Lasciate riposare fino a quando la glassa si è consolidata.

Ho ancora molto da imparare sulla stesura della glassa al cioccolato ma, come dice il titolo stesso, è la mia prima volta. Migliorerò.

La ricetta l'ho trovata sul volume "Il Cucchiaio d'Argento".


Ecco, finalmente ci RI-Siamo! Oggi ha inizio il mio terzo contest e sono, come sempre, emozionatissima!
Il tema credo sia chiaro, lo dice il titolo stesso! Faremo, insieme, un viaggio alla scoperta delle ricette tipiche della regione che vi rappresenta. Ognuno di voi, sia che possediate un blog oppure no, potrà inviare la propria ricetta tipica (possibilmente realizzata con ingredienti puramente tipici della regione. Ad esempio le orecchiette per la Puglia, la raspadura per la Lombardia, ecc.)
Il contest è stato realizzato in collaborazione con MagnaItalia di Croci Giovanni: "Da anni svolgiamo la nostra attività come ambulanti alimentari presso i mercati di Milano. Con l’avvento di internet abbiamo deciso di creare il sito MagnaItalia".


Regole per partecipare al contest:

     1.  Il contest parte oggi (17 marzo) e termina il 30 Aprile alle ore 23.59.

     2.  Sono valide tutte le ricette postate da oggi fino al 30 aprile 2014; valgono anche quelle vecchie, purchè vengano ripubblicate e non siano antecedenti l'anno 2013.

     3.  Con la ricetta che posterete potete anche partecipare ad altri contest.

     4.  Potete partecipare con un massimo di 2 ricette.

     5.  Per partecipare prelevate il banner qui sopra ed esponetelo nello spazio riservato ai contest e nel post della vostra ricetta.

     6.  Quando avrete realizzato la vostra ricetta, postatela qui sotto, nello spazio riservato ai commenti (se non vedrete apparire subito la vostra ricetta nell'elenco dei partecipanti, non temete ed abbiate fede).

     7.  Possono partecipare tutti. Per chi non possiede un blog, può postare la sua ricetta corredata da foto + testo, sulla mia pagina Facebook. Per chi non fosse iscritto a Facebook, può mandarmi la ricetta corredata da foto + testo all'indirizzo email: kiara.rozza77@gmail.com

8.  Solo se vi fa piacere - e non lo siete ancora - unitevi ai miei lettori fissi, sia qui sul mio Blog che sulla mia pagina Facebook.



9. Indicatemi, per cortesia, la regione che rappresenta la ricetta...
MagnaItalia vi invita ad unirvi alla sua pagina fan di Facebook, clikkando  MI PIACE  e postando la ricetta direttamente sulla loro bacheca.

Ora invece le regole da rispettare per la realizzazione della ricetta. Il contest Ricette Regionali nasce pensando ad una preparazione che preveda l’utilizzo di ingredienti tipici della vostra regione. La tradizionalità sarà la protagonista dei vostri piatti!

Le ricette pervenute verranno valutate in base a:
 
  • originalità
  • attinenza al tema del contest
  • appetibilità della pietanza
  • presentazione fotografica

Alla fine verranno premiate 3 ricette che saranno giudicate da me e da Andrea, dell’Azienda MagnaItalia.

E ora ecco a voi i favolosi premi:


1° premio:
·     salame piacentino
·     soppressa veneta
·     pasta riccette
·     tomino di capra
·     formaggio primo sale siciliano al pepe
·     ragù di selvaggina


 

2° premio:
·     salame cremonese
·     olio extra vergine di oliva umbro
·     confettura di frutta
·     tomino “Langherino”
·     formaggio primo sale siciliano al peperoncino






3° Premio:
· pasta riccette
· olio extra vergine di oliva umbro                            
· sugo pomodoro e basilico









Ecco le ricette partecipanti, divise per regione...


ABRUZZO
Ricettario di casa - Fiadoni abruzzesi
In cucina da Eva - Fiadoni dolci alla ricotta 
Una Fetta di Paradiso - Fiadoni abruzzesi
Una Fetta di Paradiso - 'Pizza' di Pasqua 


BASILICATA
Fiordirosmarino - Acquasale calda


CAMPANIA
Dolci a go go - Braciolone imbottito alla napoletana
Cioccolato amaro - Zeppole di San Giuseppe
Peccati di dolcezze - Zeppole di San Giuseppe 
Apprendisti Pasticcioni -  Lasagna tradizionale di S. Mauro
AAAssaporando in cucina - Scarola e fagioli cannellini in minestra 
Cooking Rosa - Ragù alla genovese
Gusto di casa mia - Lasagna napoletana 
Gusto di casa mia - Carciofi ripieni 
Farina del mio sacco - Pizza di scarola 
Giacomo Picariello - Tortelloni al cacao ripieni di baccalà con salsa di castagne
Cioccolato amaro - Ciambelle frolle al forno ovvero taralli 2014 
Passioni & Curiosità - Pane di Pasqua "sugna e pepe"
Passioni & Curiosità - Casatiello dolce



EMILIA ROMAGNA
Golose Delizie - Goccia d'oro
Golose Delizie - Latte brulé
Idee in pasta & in pentola - Anolini al parmigiano in brodo 
Zibaldone culinario - Budino di uova ghiacciato o Cacio bavarese
Saltando in padella - Mini cannoli e crescioni stracchino e rucola 
Le ricette della nonna - Risotto agli asparagi
Idee in Pasta & in Pentola -  Risotto alla Giuseppe Verdi
Zibaldone culinario - Zuppa di trippa alla piacentina con chips di parmigiano reggiano
Fatemi cucinare!!! - Passatelli alle vongole


FRIULI VENEZIA GIULIA
Vaniglia e Pistacchio - Dolcetti della Carnia al profumo di grappa
Nuvole di farina -  Idrijski Zlikrofi


LAZIO
Sciroppo di mirtilli e piccoli equilibri - carciofi alla romana 
Cucine Anomale - Coda alla vaccinara 
Kiosko di frutti di bosco - Vignarola romana 
Kiosko di frutti di bosco - Ciambelline al vino
Gli chef improvvisati - Rigatoni alla carbonara


LOMBARDIA
Magda Polenghi - Risotto allo zafferano con funghi e salsiccia
Magda Polenghi - Torta salata con zucca e funghi 
Sweet Cakes by Lalla - Amor Polenta 
La luna sul cucchiaio - La cutizza comasca
Con grano di sale -  Loertìs o bruscandoli? Ovvero farrotto con crema di luppolo selvatico, burro di malga e parmigiano


LIGURIA
Food N' Roll - Coniglio alla ligure
Fotocibiamo - Torta pasqualina
Un'arbanella di basilico - Polpi stufati 
MonyDelfina - Corzetti 
Un'arbanella di basilico - Trenette con sugo di funghi 
Grazia - Evergreen in rosa 
Fotocibiamo - Corzetti con pesto di maggiorana


MARCHE
laGreg - Panettoncini al miele e pecorino 
L'ingrediente perduto - Pincinelle asparagi e ciauscolo


PIEMONTE
Batuffolando - Raviolini langaroli in brodo di carne
La cucina piccolina - Bagna cauda 
Fabio Barbato Personal Chef - Risotto al gorgonzola e pere 
Batuffolando - Torcetti al burro piemontesi 
FeelCook - Antichissima tartrà piemontese 
Le ricette di Elena e Dario -  Agnolotti piemomtesi


PUGLIA
Sabrina in cucina - Orecchiette con le cime di rapa
Viaggiare Cucinare Raccontare - Taralli pugliesi all'uvetta e cipolla
Sabrina in cucina - Panzerotti pugliesi


TOSCANA
Oggi vi cucino così - Pici ai funghi porcini
Il laboratorio culinario di Jeggy - Torta co' bischeri
Cucina casereccia - arista di maiale alla toscana
Cucine Anomale - Peposo dell'imbruneta
Simo's Cooking - Budini di riso
Beatitudini in cucina - Il panino con il lesso
Coccola Time - La Garmugia lucchese 
Coccola Time - Torta di verdura lucchese coi becchi 
Coeur de pain d'épices - Torta d'erbi lunigianese
Coeur de pain d'épices -  Amor pontremolesi
Non solo piccante - Arista al forno 
Simo's Cooking - Torta mantovana 
 

SARDEGNA
SallyChef - spìzzulu al Cannonau con broccoli, zucca e salsiccia
Non solo Cucine Isolane -  Su Proceddu
Non solo Cucine Isolane - Sa Panada


SICILIA
Pasticci & Pasticcini di Mimma - Falsomagro alla palermitana, Bruciuluni 
Pasticci & Pasticcini di Mimma - Pesche dolci
Delicius - Pignolata 
Cucinando col cuore - Anelletti al forno 
Cucina che ti passa - Pecorella di marzapane ripiena di cioccolato
Tritabiscotti -  Sarde a beccafico
Tritabiscotti - Cannoli siciliani
Degustazioni e Sapori - Pasta alle sarde 
Degustazioni e Sapori -  Ammiscata Siciliana


UMBRIA
Farina del mio sacco -  Torta di Pasqua bis
2 Amiche in Cucina - Torta al testo
2 Amiche in Cucina - Risotto con asparagi di bosco
Le ricette di nonna Tommasina - Faraona alla ghiotta


VENETO
Il fior di cappero - gnocchi alla vicentina con cannella e uvetta
Crema e panna - I Pevarini
Crema e panna - Amaretti di S. Antonio 
SenzalatteSenzauova - Risotto al tastasal
Con grano di sale - Torta russa di Verona 
Basilicum - Fiori d'acacia fritti
Con amore per amore - Moscardini alla busara 
Semi di vaniglia - Biancheti veneti


…e come disse una volta la cara Alice nel paese delle meraviglie “Io mi so dare ottimi consigli, però seguirli mai non so”. Sembra una frase scritta apposta per me. A volte ho come la sensazione di non riuscire a camminare dritta sulla strada giusta. Se incontro una deviazione che può arrecarmi danno, si può essere certi che io la prenderò. Forse è il mio bello. Forse il mio peggior difetto. Chi può dirlo?
E ora biscottiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!

240 g di farina 00
120 g di nocciole tostate
100 g di burro
80 g di zucchero
30 g cocco disidratato grattugiato
2 tuorli
sale

Tritate le nocciole con lo zucchero. Mescolate la farina con il burro ammorbidito a pezzettini, aggiungete il trito di nocciole, il cocco, mescolate ancora e unite i tuorli, un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’acqua. Impastate velocemente, fate una palla con l’impasto e mettere a riposare per 30’ in frigorifero. Stendete poi la pasta, ricavatene dei biscottini, appoggiateli su una placca ricoperta da carta da forno e cuoceteli a 170°C per circa 18’ (attenzione a non farli scurire).

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Mi chiamo Chiara, ho 44 anni e ho aperto questo blog di cucina nel 2010, con la
speranza di rendermi utile a chi, come me, non sapeva cucinare nemmeno un uovo.
Mi sono "costruita" da sola, con tenacia e curiosità, ma i consigli e l'esperienza di mia madre mi hanno aiutata in maniera decisiva.
Il mio background di esperienze professionali e personali mi ha portato a creare una mia modalità con la quale divulgare l'importanza del cibo, sotto ogni suo aspetto.

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