Buongiorno mondo! Come andiamo? Un'altra settimana ha avuto inizio ma qui a Lodi splende così un bel sole che non posso farmi prendere dalla tristezza del lunedì. Passo subito alla ricetta del giorno (trovata su un vecchissimo numero de La Cucina Italiana) perchè mi aspetta una montagna, anzi che dico una montagna, una catena montuosa di roba da stirare...mi faccio gli auguri da sola...eheheheheheh.
Ingredienti per 2 persone:
g 200 ca. di pesce spada
g 140 ceci lessi
g 140 pasta corta tipo penne rigate
aglio
rosmarino
brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale
Preparazione:
Lessate le penne al dente. Tenete da parte un cucchiaio di ceci interi e frullate i rimanenti con l'aggiunta di un mestolo di brodo vegetale, ottenendo una salsina semidensa. Portatela su fuoco moderato e, intanto, riducete a cubetti il trancio di pesce spada e cuoceteli brevemente, a fuoco vivo, con un filo d'olio, sale e un trito di aglio e rosmarino. Trasferite le penne nella salsina in ebollizione, saltatele rapidamente, unite la dadolata di pesce, i ceci interi e qualche fogliolina di rosmarino. Correggete di sale, irrorate con un filino d'olio e servite.
Da quando Babbo Natale mi ha portato a casa la planetaria, dopo un primo, titubante inizio, non mi sono più fermata. E' fantastica, e di questo devo ringraziare Erica che mi ha convinta col suo dettagliatissimo post all'acquisto del prodotto. Non rientrerà nelle marche Vip, ma il suo sporco lavoro (al posto mio) lo fa, eccome! Questa è una delle prime ricette realizzate (complice anche l'acquisto di un meraviglioso libro sul pane fatto in casa di Christine Ingram). Si tratta di deliziosi panini di origine scozzese, ottimi serviti caldi a colazione. Sono conosciuti anche come "baps" o "rolls". Io li ho accompagnati con la deliziosa marmellata di arance. Una colazione principesca! Questi panini vanno mangiati subito e sono notevolmente salati, come quasi tutti i tipi di pane scozzese. Sono buoni in qualsiasi occasione ma, a colazione, sono davvero il massimo!
Dosi per 10 panini:
450 gr di farina bianca (più altra per spolverare)
2 cucchiaini di sale
20 gr di lievito fresco (io ne ho usato la metà )
150 ml di latte tiepido
150 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di latte per la glassa
Setacciate la farina insieme al sale nella planetaria (potete comunque farlo anche a mano). Mescolate il lievito nel latte e poi aggiungete l'acqua. Versate al centro della farina e amalgamate fino ad ottenere un impasto morbido. Lavorate delicatamente l'impasto (io alla velocità minima col gancio) per una decina di minuti poi versatelo in una terrina, copritelo con della pellicola oleata e lasciatelo crescere al caldo (io nel forno a 38°C) per un'ora, o fino a che non raddoppia il suo volume. Rovesciate l'impasto su una superficie leggermente infarinata. Dividetelo in 10 pezzi uguali, lavorateli delicatamente e modellateli con l'aiuto di un mattarello in ovali schiacciati. Posizionateli su due teglie ricoperte da carta da forno, ben distanziati tra loro e copriteli con un canovaccio, lasciandoli crescere, sempre al caldo, per 30' circa. Fate poi riscaldare il forno a 200°C. Schiacciate al centro, con tre dita, ogni panino, per togliere le eventuali bolle d'aria e per evitare che si formino. Spennellateli con il latte e spolverateli con della farina. Cuocete in forno per 15-20' e fino a che non scuriscono leggermente. Serviteli caldi.

Giusto per non farci mancar niente (vuoi mettere: la nebbia, l'umidità , le zanzare...), anche noi lodigiani questa mattina ci siamo svegliati (almeno io) a ritmo di terremoto. Il tragico (che per fortuna non c'è stato) si unisce al comico. Erano passate da poco le nove quando vengo svegliata da una forte scossa. Sento il letto traballare. No, non sto sognando, sono sveglia. Saranno i muratori qui accanto col martello pneumatico - ma di rumori non se ne sentono - Sarà la caldaia che sta per scoppiare - No, impossibile - Sarà mica il terremoto???? Oddio, che faccio? Iris, devo pensare a Iris! Sotto il letto impossibile proteggersi - non ci passo manco a calci con la pancia che ho - Idea, capovolgo il lettino già montato della piccola e mi riparo lì sotto - ma và , è così leggero che un calcinaccio lo distruggerebbe in un secondo - e mentre penso a tutto questo il sisma cessa...saranno passati una manciata di secondi, ma per me è stato un lasso di tempo interminabile. Era la prima volta che passavo un'esperienza del genere e, ripeto, non c'è stato assolutamente nulla di grave...per fortuna. Ma il mio pensiero è andato a tutte quelle persone che, vittima di terremoti, hanno perso la vita, persone care, la casa, tutto ciò che possedevano. Sono tragedie contro cui non si può combattere. Bisogna solo avere fortuna. E noi, oggi, l'abbiamo avuta.

Per riprenderci da quest'esperienza che non so nemmeno io come definire, vi propongo questo dolce straricco di calorie, ma anche di bontà . La ricetta l'ho trovata su di un vecchio numero de La Cucina Italiana, cambiandola un po'. Premetto subito una cosa: io ho raddoppiato tutte le dosi. Lo stampo che ho usato è uno stampo in silicone. Le dosi indicate nella ricetta non mi sarebbero bastate a riempirlo.
Ingredienti:
panna montata g 400 (per me 200 g)
zucchero semolato g 80 (per me 160 g)
farina g 80
mandorle macinate finissime g 30
burro g 30 (per me 60 g)
2 uova e 3 tuorli (per me 4 uova e 6 tuorli)
miele
cannella in polvere
zucchero a velo
amarene sciroppate
sale
Preparazione:
Montate a spuma le uova e i tuorli con mezzo cucchiaio di miele, lo zucchero semolato e un pizzichino di sale; non appena il composto "scrive", incorporatevi, con movimenti dal basso verso l'alto e viceversa, la farina, le mandorle macinate e il burro fuso e freddo. Versate l'impasto in uno stampo in silicone e infornatelo a 180° per 50' circa. Appena il dolce sarà cotto, sformatelo su una gratella e lasciatelo raffreddare: si può fare anche il giorno prima. Per servirlo, tagliatelo orizzontalmente in 2 dischi e distribuitevi la panna montata, abbondante cannella in polvere e qualche amarena Fabbri, quindi sovrapponeteli ricomponendo il dolce. Spolverizzate la torta di zucchero a velo, guarnitela con le amarene e, a piacere, anche con un poco del loro sciroppo, facendolo colare a filo.